Come diventare un pasticciere e lavorare all’interno di una pasticceria della propria città? Sono molti gli utenti Web che “pongono questa domanda” nei motori di ricerca. Chi ha iniziato questo mestiere da molti anni probabilmente risponderebbe che la gavetta è la scuola migliore, magari al fianco di un bravo maestro pasticciere, per un periodo abbastanza lungo per apprendere alcuni segreti dell’arte della pasticceria.

Una seconda soluzione per diventare un pasticciere è quella di prepararsi alla gavetta frequentando un corso di formazione professionale per pasticceria. I corsi non sono tutti uguali, perché, scartando fin da subito quelli amatoriali (che hanno un obiettivo differente), i corsi professionali forniscono le basi generali affinché lo studente possa iniziare la gavetta preparato.

Le pasticceria oltretutto accettano volentieri gli studenti dalle scuole professionali soprattutto se conoscono la serietà e il percorso didattico che la stessa scuola garantisce ad ogni corsista (scopri la storia della nostra scuola).

Diventare un pasticciere: creatività e sacrificio

Il lavoro di pasticciere è molto stimolante e richiesto perché coinvolge molti aspetti diversi. Diventare un pasticciere richiede creatività e passione per la cucina, ma anche senso dell’organizzazione e spirito di sacrificio. Le creme, i dolci, i pasticcini non devono essere soltanto buoni, ma devono essere preparati per attirare l’attenzione, per essere invitanti per il palato e stuzzicanti alla vista. La pasticceria è un’arte artigianale e i pasticceri sono gli artisti di questo meraviglioso mestiere.

Diventare un pasticciere non significa soltanto possedere la “vena artistica”, ma anche impegnare grande sacrificio soprattutto per gli orari di lavoro. Le pasticcerie garantiscono i loro prodotti tutto l’anno, ma sono i periodo di festività che la richiesta aumenta notevolmente.

In un bel articolo di Italia a Tavola, il grande pasticciere Iginio Massari svela il decalogo per diventare un pasticciere professionista. Secondo Massari è fondamentale promuovere la tradizione attraverso la creatività, utilizzando materie prime di alta qualità, perfezionare ogni giorno il proprio lavoro, conoscere e coltivare la tradizione dolciaria, e aggiornarsi quotidianamente.

Iginio-Massari

Riportiamo fedelmente il decalogo di Iginio Massari per diventare un pasticciere:

1 – Il pasticciere deve conoscere e coltivare la tradizione dolciaria, deve trarre spunto da essa per elaborare proposte che sappiano stimolare i desideri sempre nuovi dei propri clienti.

2 – Il pasticciere studia e si aggiorna, contribuendo allo sviluppo della professione. Vede le innovazioni – dei prodotti, delle attrezzature e dei metodi di lavoro – non come una sconfitta della tradizione o come una minaccia, ma come un’opportunità concreta da valutare. Lo studio è lo stimolo per la crescita.

3 – Il pasticciere vede un altro collega non come un potenziale concorrente, ma come una persona con la quale condivide una professione e una passione.

4 – Il pasticciere deve lavorare in condizioni di assoluta igienicità e utilizzare materie prime sane e di prima qualità. L’obiettivo è procurare grande benessere e allegria ai propri clienti, visto che la felicità passa anche attraverso le strade dei dolci.

5 – La ricerca della qualità deve essere continua. Molti dicono che la qualità assoluta non esiste: queste persone sono coloro che non si sono mai impegnate veramente nello studio ingegneristico della gola.

6 – Compito del pasticciere di successo è quello di educare il proprio cliente a riconoscere la qualità. Deve saper promuovere il frutto del proprio lavoro, valorizzando gli aspetti di eccellenza delle creazioni artigianali.

7 – Il pasticciere artigiano di oggi deve essere anche un bravo imprenditore, deve saper perfezionare ogni giorno il proprio lavoro, deve conoscere e applicare le tecniche di promozione e di gestione proficua della propria attività.

8 – Il pasticciere appartiene al settore professionale della gastronomia e quindi deve essere sempre attento, come un detective che non si lascia sfuggire le più spericolate mode e le nuove tendenze della società.

9 – L’obiettivo primario del pasticciere resta sempre e comunque quello di promuovere la tradizione attraverso la creatività, garantendo un prodotto eccellente ottenuto con materie prime di alta qualità e processi di lavorazione all’avanguardia. Un bravo pasticciere domina la materia e non ne viene dominato. Oggi, in questo campo, i più sono dominati.

10 – Dobbiamo ricordare che la soddisfazione è l’inizio del crollo professionale. Esiste in noi un’energia vitale che ci spinge a una sana autocritica. È soddisfatto solo chi non vuole più progredire.

La nostra Scuola di formazione condivide pienamente i principi di Iginio Massari e li trasmette all’interno del corso di pasticceria che proponiamo nella nostra offerta didattica dedicata alla ristorazione professionale.

Come diventare un pasticciere ultima modifica: 2015-12-11T11:42:21+00:00 da Agenzia Formativa Dante Alighieri


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